La predica domenicale fu particolarmente violenta; dal pulpito l’arciprete aveva tuonato contro il peccato, i peccatori, il diavolo, illustrando chiaramente tutte le pene che attendevano i viziosi: lingue di fuoco altissime avrebbero bruciato tutto il loro corpo, forche roventi l’avrebbero punto, la loro lingua rinsecchita, sitibonda (che ha molta sete), sarebbe stata privata del ristoro anche di una sola goccia d’acqua, il cuore spezzato, senza speranza, il rimorso cocente per la vita dissennata avrebbe attorcigliato dolorosamente tutte le loro budella sempre … Eternamente!

E ancora altre pene inenarrabili.